Neandertal moderno e raffinato
Che l’aspetto dell’uomo di Neandertal non fosse quello
descritto da Marcellin Boule, sulla base dello studio da lui effettuato dello scheletro
rinvenuto a
Anche sul piano psicologico, intellettuale, morale, estetico e sociale i neandertaliani non erano affatto inferiori ai cugini “sapienti”. Esercitavano forse la pratica della sepoltura, si procacciavano il cibo mediante la caccia di gruppo e accudivano i malati. Nel sito archeologico di Shanidar in Iraq infatti è stato trovato uno scheletro, con le tracce dell’artrite e con mutilazioni e fratture subite in vita e a tal punto invalidanti, che solo la solidarietà del gruppo può aver consentito a quell’individuo di sopravvivere. Oltre a questi aspetti deve poi essere considerato l’elevato sviluppo raggiunto dalla loro tecnologia, che è stata alla base di una produzione litica di attrezzi e armi molto sofisticata, la cui efficienza era in alcuni casi superiore a quella dei primi rappresentanti della nostra specie. E hanno conosciuto anche l’arte, come sembra svelare l’incisione di un mammut su un corno d’avorio (confronta i capitoli “L’uomo di Neandertal” e “La cultura” del nostro libro “Umani da sei milioni di anni”, Carocci, 2009).
Che la cultura neandertaliana fosse estremamente sofisticata è stato ulteriormente provato dalla recente scoperta di conchiglie perforate, per essere composte in collane o utilizzate come pendagli, e pigmenti minerali per colorare il corpo. Il rinvenimento è avvenuto in due siti archeologici nei pressi di Murcia in Spagna e il materiale riportato alla luce risale a 50.000 anni fa: molto prima cioè dell’incontro dei neandertaliani con noi uomini “sapienti”. L’importante risultato, opera del gruppo di ricerca guidato da João Zilhão, compare nell’ultimo numero di PNAS, sotto il titolo “Symbolic use of marine shells and mineral pigments by Iberian Neandertals”.



