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darwinpunk di Olga Rickards & Gianfranco Biondi

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L’uomo di Ceprano è recente

Ceprano
In due recenti articoli, pubblicati da G. Muttoni e dai suoi colleghi sull’Earth and Planetary Science Letters nel 2009 e da G. Manzi e dai suoi colleghi sul Journal of Human Evolution nel 2010, sono state riportate le conclusioni di nuovi studi relativi alle evidenze geologiche e paleobiologiche dell’area di Ceprano. E l’età dei sedimenti dove era deposto il calvario del nostro antenato indicano ragionevolmente una data compresa tra 430 e 385 mila anni fa. Una datazione questa molto più recente di quanto precedentemente indicato (circa 800.000 anni) e che apre nuovi scenari per la storia antica dell’umanità nel Lazio. Infatti Argil non presenta alcun tratto morfologico neandertaliano né tanto meno assomiglia ad altri reperti coevi che si ritrovano in Europa e che appartengono alla specie Homo heidelbergensis. Ciò potrebbe indicare, insieme con le prove archeologiche che evidenziano una elevata variabilità culturale tra le popolazioni continentali di quel periodo, due possibili percorsi della più antica evoluzione umana in Europa: la presenza di una consistente diversità biologica nel Pleistocene medio europeo, cioè la presenza di una o poche specie molto variabili, o altrimenti la coesistenza di diverse specie poco variabili e ognuna con la sua tipica tradizione culturale.