darwinpunk - darwinpunk

darwinpunk di Olga Rickards & Gianfranco Biondi

RSS Feed

Maschi stanziali e femmine erranti nella savana sud-africana di più di un milione di anni fa.

AustralopithecusAfricanus 
L'analisi ad alta risoluzione degli isotopi dello stronzio dello smalto dei denti rappresenta un efficace strumento introdotto nella ricerca archeo-antropologica e ampiamente applicato a reperti preistorici per tentare di identificare i movimenti migratori o più precisamente la mobilità delle popolazioni. Infatti, la variazione nel rapporto 87Sr/86Sr presente nello smalto dei denti umani (ad esempio nel primo molare permanente) non dipende dalla dieta di un individuo ma piuttosto dalla composizione geologica del luogo dove è cresciuto, in quanto i denti si formano nella prima infanzia, tra 0 e 4 anni circa. Quindi, se il segnale isotopico dello stronzio dei denti non corrisponde a quello della geologia del luogo dove un individuo è morto, ciò significa che durante l'arco della sua vita egli ha molto verosimilmente cambiato residenza.

Questo tipo di studio è stato condotto su 19 denti rinvenuti nei siti di Sterkfontein e Swartkans, datati tra 2,7 e 1,7 milioni di anni fa e appartenenti a due nostri parenti vissuti in Africa meridionale: l’Australopithecus africanus, da alcuni considerato come possibile antenato diretto del genere Homo, e il Paranthropus robustus, un ramo morto del nostro cespuglio evolutivo che si estinto attorno a 900.000 anni fa senza lasciare progenie. Lo studio, pubblicato nel numero del 2 giugno della rivista Nature da Sandi Copeland e collaboratori, ha evidenziato che più della metà dei denti di ambedue le specie attribuiti a femmine sulla base della loro dimensione ridotta mostrava un segnale isotopico diverso da quello dell’area di rinvenimento: indicazione che erano nate e cresciute altrove (anche se ancora non si è identificato dove); mentre circa il 90% dei denti più grandi presentava un rapporto 87Sr/86Sr compatibile con l’ipotesi che gli individui di sesso maschile fossero nati  e cresciuti nello stesso posto.

Il modello di società patrilocale che sembrerebbe caratterizzare sia gli australopiteci che i parantropi sud africani è simile a quello di molte popolazioni attuali umane e di scimpanzè (sia lo scimpanzè comune che il bonobo) ma diverso dal comportamento della maggior parte degli altri primati, tra cui il gorilla, in cui le femmine rimangono nel gruppo in cui sono nate mentre i maschi ne vengono allontanati.

I risultati ottenuti, che dovranno essere confermati su un numero più elevato di denti e/o di specie, paiono comunque idonei a chiarire alcuni importanti aspetti sia evolutivi che ecologici dei nostri antenati.

P. robustus 2 A-africanus

Commenti

Molto interessante, certamente, per avere dati significativi, va ampliato il campione..