darwinpunk - darwinpunk

darwinpunk di Olga Rickards & Gianfranco Biondi

RSS Feed

A volte ritornano

Per blog

I dibattiti che si pensava chiariti e i termini che si pensava superati a volte ritornano. È accaduto con l’articolo di Anders Högberg e Lars Larsson (Lithic technology and behavioural modernity) pubblicato sull’ultimo numero del Journal of Human Evolution (il numero 61 di quest’anno). Gli autori hanno analizzato l’industria litica della Media Età della Pietra proveniente da un sito archeologico sudafricano – Still Bay, Hallow Rock Shelter – e hanno ritenuto che quei manufatti testimoniassero il raggiungimento del comportamento moderno. Una conquista che sarebbe avvenuta quindi solo circa 80.000 anni fa. Il convincimento si è basato – ora semplifichiamo un poco – sul fatto che la produzione di quegli attrezzi appariva standardizzata ed erano stati scartati i manufatti con difetti di produzione. E ciò avrebbe indicato l’importanza degli aspetti culturali e cognitivi dell’azione di quei nostri antenati, piuttosto che il semplice risultato tecnologico raggiunto del loro lavoro. Insomma, prima di 80.000 anni fa si facevano strumenti litici raffinati al solo scopo di ottenere un buon prodotto ma solo dopo quello stesso risultato sarebbe stato ottenuto grazie all’organizzazione sociale molto complessa raggiunta dalle popolazioni. Compreso il linguaggio, prima scarso e poi elegante.

All’inizio della sua storia, la specie sarebbe stata composta da bruti. Poi, improvvisamente, 80.000 anni fa il cervello avrebbe iniziato a funzionare in modo diverso e i bruti avrebbero raggiunto il livello del comportamento moderno. Ma non basta. La modernità comportamentale si sarebbe accompagnata alla modernità anatomica.

L’ipotesi che, relativamente alla nostra specie, siano esistite un’umanità anatomicamente arcaica e una anatomicamente moderna è stata superata da tempo. Circa 200.000 anni fa siamo nati in Africa e da allora siamo la specie Homo sapiens con tutti i tratti anatomici e intellettuali perfettamente compiuti. Certo, prima abbiamo prodotto le cose più semplici e via via poi quelle sempre più complesse. Prima della motocicletta è stata inventata la ruota, poi la bicicletta, poi il motore e solo dopo la motocicletta.

Riflettiamo un poco. Come sarebbero riusciti i neandertaliani a produrre utensili molto evoluti essendo completamente privi di comportamento moderno? E l’uomo di Flores? E gli ominini che si sono succeduti da 2,5 milioni di anni fa producendo attrezzi di pietra sempre più compositi sarebbero stati estranei alla complessità socio-culturale? Eppure abbiamo le prove fossili di quanto fossero avanzate e solidali le società neandertaliane.

E anche il gusto artistico e quello relativo all’ornamento del corpo è più antico di quanto non si supponesse in passato. È cioè tanto antico quanto lo è la nostra specie. Insomma, nel corso della nostra evoluzione non c’è stata una fase pre-moderna seguita da una moderna: né dal punto di vista anatomico né da quello comportamentale. Lavorando abbiamo capito come fare cose sempre più complesse. Ma vanesi lo siamo sempre stati.